Martinelli Saverio, ricordo di un’amico…


L’ing. Saverio Martinelli era nato a Leffe nel 1936, ma è quasi sconosciuto nel suo paese. Voglio farlo conoscere perché nella sua attività ha raggiunto risultati importanti, che indico più sotto.

Prima lo presento come amico, una persona senza arroganza, con apertura mentale ed uno sguardo sul futuro. Quasi coetanei abbiamo incominciato a frequentarci intorno ai 18/20 anni; motivo principale per gli incontri d’ascolto della musica sinfonica, unitamente ad altro amico, successivamente il gruppo si è allargato e per quanto riguarda la musica è entrato Paolo Gelmi (ex Maestro della Banda) con il quale abbiamo incominciato ad ascoltare la musica JAZZ.

L’ingeniere Saverio Martinelli
Fin da ragazzo aveva dimostrato una forte attitudine per lo studio ed era bravo in tutte le materie. Dopo il liceo mi informa che aveva intenzione di andare al Politecnico di Milano, per avere delle notizie utili relative al corso Universitario di ingegneria, onde decidere la scelta tra l’edilizia e la meccanica. Dopo pochi giorni lo incontro e gli chiedo: cosa hai scelto? Risponde: ”Ingegneria elettronica”, con stupore chiedo: “cos’è l’elettronica?” Risposta: ”Il futuro del mondo”. Eravamo nel 1955 ed è diventato poi il primo ingegnere elettronico della Bergamasca.

Dopo la laurea è stato assunto dalla Siemens di Milano, gruppo statale di prima importanza; una rapida carriera come ricercatore ed ha avuto la responsabilità di organizzare un gruppo di tecnici per realizzare un progetto innovativo nel campo telefonico. Qui si rivela la personalità di Saverio, era un periodo per lui molto impegnativo ma che lo entusiasmava, ritornava a Leffe nel fine settimana, in quanto ancora scapolo e gli incontri erano abbastanza frequenti. Mi parlava dei suoi progetti, ovviamente non sul piano tecnico, ma mi spiegava il problema di fondo del settore telefonico. Siamo negli anni sessanta ed il favoloso “boom” economico dell’Italia era in pieno sviluppo; il numero di richieste di utenze telefoniche aumentava velocemente. Il problema dello Stato Italiano era quello di decidere se sostituire i cavi e le tubature che alimentavano i telefoni, oppure trovare un’ altra soluzione per operare più velocemente ed eliminare i tempi morti. I telefoni in quel tempo funzionavano con il disco; Saverio mi spiegava che ogni utente che alzava la cornetta, automaticamente occupava una linea per fare il numero, si trattava di ridurre questo tempo morto, che moltiplicato per il numero di utenze in continua espansione, dava un risparmio decisivo nel tempo delle chiamate.
Saverio un bel giorno mi disse: ”Ho trovato l’uovo di Colombo”. L’idea effettivamente era semplice (dopo averla trovata), si trattava di passare dal disco alla tastiera, come è ancora in uso, ovviamente i problemi tecnici da risolvere non erano semplici, basti pensare che la Siemens tedesca non era ancora arrivata alla soluzione, tanto da chiedere il brevetto. Il progetto fu ultimato e dopo il periodo delle verifiche bisognava andare dal ”padrone” (lo Stato) per avere l’autorizzazione per la messa in opera, d’ora in poi incominciano i guai più grossi per Saverio. Il Direttore lo incarica di prendere i primi contatti con rappresentanti del Governo, sia per le verifiche tecniche che per la successiva messa in opera, il primo incontro relativo è stato frustrante, i rappresentanti governativi manifestarono apertamente il totale disinteresse per l’argomento, dopo amenità varie passarono alla domanda più importante : “Lei è tifoso del Milan o dell’Inter?”, Saverio rimase stupito e deluso, pur contenendo la rabbia. Nei diversi incontri successivi con altri soggetti la situazione non è migliorata, era evidente la tattica del rimando da parte del Governo, a questo punto é necessaria una considerazione di tipo politico: Il rinvio del Governo in merito al progetto era determinato da una causa ben precisa, mettere in opera il suddetto progetto portava a ridurre a metà i dipendenti della azienda, che in quel periodo erano diverse migliaia di persone.Il rinvio prolungato del progetto ha provocato una forte delusione professionale all’ingegnere.
Ma Saverio non è andato “ai giardinetti”, in alternativa ha costruito una macchina elettronica per la lettura della carta tecnica dei disegni tessili e un leffese è stato il primo ad utilizzarla, il doppio stress ha in seguito causato dei problemi di ordine fisico.

Il progetto Siemens è stato poi realizzato con l’arrivo di Marisa Bellisario alla direzione, la quale ha citato nel suo libro, l’impegno importante e lungimirante dell’amico.

Vico Coretti