Una vita per la Musica


Venerdì 11 Settembre 1998, se n’è andato, all’età di 86 anni, il Maestro Angelo Lanfranchi di Leffe: per i leffesi era semplicemente il “maestro” e questo appellativo era il modo più spontaneo con cui veniva chiamato, anzi in paese, quasi la musica si identificava con il “maestro”. Angelo non alto e poco robusto che, di frequente, si vedeva percorrere il tratto di strada che divideva la sua abitazione in via Adua dalla chiesa. Era stato nominato titolare del grandioso Bossi della Parrocchiale, il possente organo “alla Michelangelo” del 1936 e da quel momento il servizio liturgico presso la parrocchia aveva scandito la sua esistenza, un servizio espletato con fede profonda, rara competenza e umiltà. Nel piccolo corridoio che porta all’organo è ancora ben evidente sulla parete, un cartoncino sul quale il maestro aveva scritto di suo pugno “perdonami Signore”, in questa semplice invocazoone è racchiusa tutta la sua fede, la sua vita  e tutto il suo essere. Aveva studiato per parecchi anni, privatamente, presso l’organista della cattedrale di Bergamo, il Maestro Daniele Arnoldi, del quale conservò sempre grande venerazione e stima, concludendo brillantemente il curriculum dei suoi studi di pianoforte, organo, armonia e canto gregoriano con diploma presso la scuola S.Cecilia , avendo come esaminatori i maestri Federico Caudana, Luigi Picchi e Alessandro Esposito.

Per parecchi anni fu anche direttore della locale ”Schola cantorum S.cecilia” avvalendosi nelle principali festività liturgiche, della collaborazione all’organo del Maestro Daniele Maffeis e di Don Pietro Selogni. Ancora oggi gli anziani ricordano con struggente nostalgia quelle liturgie eucaristiche che coinvolgevano emotivamente l’assemblea dei fedeli. La sua incontenibile natura musicale ha lasciato un segno anche nel campo della composizione sacra e profana. Tra le sue pregievoli opere, caratterizzate da fluidità melodica, raffinatezza armonica, intensa liricità di grandiosità si ricordano il Miserere a 3V.M. cantato ogni anno in occasione del triduo dei defunti, Salve Regina per baritono, Ave Maria a 4V.M., Requiem in memoria del tenore Carlo Capponi, L’eterno Riposo a 3V.M., Tu es Sacerdos, la Messa in Italiano in onore di S.Michele a 3V.M. pubblicata dalle edizioni Carrara, Tema e variazioni per organo e diverse marce per banda, scritte appositamente per il locale Premiato Corpo Musicale, del quale è stato apprezzato direttore per ben venti anni e con il quale ha tenuto concerti anche in Germania.

Oltre al carattere mite e schivo, altro aspetto importante della personalità del maestro era la sua disponibilità, la “stanza” del pianoforte di casa sua era un po’ il conservatorio di Leffe: decine e decine di bambini, giovanotti, signorine, adulti vi hanno appreso il piano, l’armonia e i vari strumenti per banda. Per tutti trovava sempre un’ora, e la sua scuola svolta con paterna pazienza ed entusiasmo serviva, spesse volte, di preparazione all’ammissione agli istituti musicali. Oltre che per la famiglia, da lui tanto amata, è vissuto per la musica e con la musica, avendo come fine ultimo dar gloria a Dio ed aiutare chi la esegue o l’ascolta a pregare di più.

Ha lottato fino all’ultimo, senza lamentarsi, contro il male inesorabile che poco alla volta stava minando la sua forte fibra, finchè le forze glielo hanno permesso si è trascinato sul suo amato organo.

I suoi funerali, celebrati il 14 settembre, sono stati un riconoscimento e un segno tangibile della stime e dell’affetto di cui godeva a Leffe e in Valgandino e hanno concluso un periodo segnato da personalità capaci di vivere per un ideale nobile e alto.

Giulio Bertocchi