Fausto Radici

1976

Il cielo era grigio, quel 19 dicembre 1976 a Madonna di Campiglio. Nevischiava sul Canalone Miramonti, dove ancora si gareggiava di giorno: i riflettori dello slalom notturno erano ancora un progetto lontano. Eppure, poche ore più tardi, quella giornata sarebbe diventata una delle più fulgide della storia dello sci alpino italiano. Quarant’anni fa esatti, la Valanga Azzurra faceva urlare di gioia il pubblico di Madonna di Campiglio, conquistando tutti i tre gradini del podio dello slalom della 3Tre. Fausto Radici, Piero Gros, Gustav Thoeni, così diceva l’ordine d’arrivo. A completare la festa, il 7° posto di Franco Bieler e anche il miglior tempo di 2° manche di un giovanissimo Paolo De Chiesa. Gli azzurri avevano già messo le code davanti a tutti nella prima discesa, ma davanti a tutti c’era Pierino Gros, con 60 centesimi su Radici e 83 su Thoeni. Per una volta, la 3Tre non sorrideva a Ingemar Stenmark, ottavo e quasi impacciato sul tracciato disegnato dal tecnico degli slalomisti azzurri, Alfons Thoma. Nella seconda manche si invertono i primi 15 numeri di partenza: scende prima Fausto Radici, ed è il più veloce. Tocca poi a Stenmark, che forza troppo ed inforca, vittima di una tripla. Subito dopo tocca a Thoeni, che però paga un lieve rallentamento nella parte conclusiva, e scivola alle spalle di Radici per 42 centesimi complessivi. Infine Piero Gros, che forse nel tentativo di gestire il vantaggio, vede scivolare via la vittoria per soli quattro centesimi. Così è la festa di Fausto Radici, ma anche di tutto lo sci italiano.

Gazzetta.it